Faq

PRP e PDGF (plasma e fattori di crescita piastrinici)

  • Usiamo davvero fattori di crescita piastrinici (PDGF) (TGF) per la biorivitalizzazione?
    • Certamente. A seguito di una normativa della Regione Lombardia e con una convenzione con il Servizio di Ematologia competente per area geografica è possibile, in un ambiente adeguato e con tutte le garanzie di sterilità, fare un prelievo di sangue e concentrare il plasma sanguigno (PRP “Platelet Rich Plasma”) dal quale raccogliere i fattori di crescita piastrinici PDGF (Platelet Derived Growth Factor) e TGF (Transforming Growth Factor).
    •  Torna
  • Cosa sono i Fattori di Crescita Piastrinici?
    • I fattori di crescita piastrinici (PDGF Platelet Derived Growth Factors) (TGF Transforming Growth Factor) vengono usati topicamente ed iniettati con un metodo particolare nel derma cutaneo del viso, del collo, del decolleté e delle mani.
      I fattori di crescita piastrinici (PDGF e TGF) sono una “sostanza” naturale, di derivazione umana dallo stesso paziente, senza effetti collaterali (cioè senza induzione di allergie od intolleranze), senza tossicità.
      Esiste una ricchissima documentazione scientifica sul PRP (Platelet Rich Plasma) e sui fattori di crescita piastrinica (PDGF e TGF) che dal PRP si ottengono.
    •  Torna
  • Cosa fanno i Fattori di Crescita Piastrinici?
    • I fattori di crescita piastrinici PDGF (Platelet Derived Growth Factors) e TGF (Transforming Growth Factor) hanno la funzione di stimolare la proliferazione cellulare ed i processi riparativi tissutali, stimolando l’angiogenesi e la rivascolarizzazione dei tessuti, stimolando la proliferazione delle cellule mesenchimali, la guarigione delle ferite, la produzione di fibroblasti e di collagene.
    •  Torna
  • Che cosa è il PRP ?
    • Il PRP (che significa Plasma Arricchito di Piastrine) è una fonte di fattori di crescita che sostengono la crescita dell’osso e dei tessuti molli (cute, sottocute, tessuti miofasciali), migliorando la risposta ai danni biologici e favorendo la guarigione delle ferite.

      Si ottiene concentrando le piastrine autologhe (cioè del paziente stesso) e derivando da esse i fattori di crescita piastrinici (PDGF: Platelet Derived Growth Factors) che, aggiunti alle ferite chirurgiche oppure ad innesti, sostenere migliorano ed accelerano il processo di guarigione.

    •  Torna
  • Perché usare il PRP ?
    • (A) Quando c’è una ferita di qualsivoglia natura, il normale coagulo di sangue inizia il meccanismo che porterà alla guarigione del tessuto molle ed alla eventuale rigenerazione dell’osso. Il coagulo è perciò il primo momento del processo di guarigione delle ferite.

      Il coagulo che, diciamo così, si forma  nelle condizioni abituali, e formato da:
      95% rbc (globuli rossi); 4% plt  (piastrine);    1% wbc (globuli bianchi).

      (B) Quando invece otteniamo con una procedura specifica del PRP, il coagulo sarà formato da: 95% plt  (piastrine);   4% rbc (globuli rossi);   1% wbc (globuli bianchi)
       
      (C) Poiché il nostro obiettivo è ottenere la maggior quantità e concentrazione di fattori di crescita piastrinica (PDGF), è chiaro che dobbiamo ottenere una maggior concentrazione piastrinica nel coagulo (appunto..il PRP, cioè il Plasma arricchito di Piastrine), così da permetterci di ottenere da esso una maggior concentrazione di fattori di crescita piastrinica.

    •  Torna
  • Cosa fa il PRP ? 
    • Fin da 1990 la scienza medica ha trovato molti componenti del sangue che sono coinvolti nel naturale processo di guarigione e che, se concentrati ed immessi od iniettati nella sede di una ferita, accelerano il processo di guarigione.
      Recentemente, oltreché in campo chirurgico e riparazione di ferite, questi “fattori di crescita” hanno iniziato ad essere utilizzati anche nella medicina antiaging e nelle procedure di biostimolazione cutanea come tecnica di ringiovanimento molto efficace: si è aperto quindi il loro utilizzo anche nella medicina rigenerativa.

    •  Torna
  •  Cosa si trova nel PRP ?
    • Gli specifici componenti di questo “siero della guarigione” che è anche un “siero della giovinezza”, perché aiuta la rigenerazione cellulare, sono: Platelet Derived Growth Factor (PDGF: fattore di crescita di derivazione piastrinica) e Trasforming Growth Factor Beta (TGFß: fattore di trasformazione e di crescita Beta), entrambi sono stati trovati nei granuli alfa delle piastrine. 
      Troviamo inltre Fibronectina e Vitronectina, che sono molecole di adesione cellulare nel plasma, e la Fibrina.

    •  Torna
  • Quando fu scoperta l'utilità del PRP ?
    • Nel 1994, Tayapongsak con i suoi collaboratori usarono Fibrina autologa (cioè ottenuta dallo stesso paziente) a scopo adesivo (detta “AFA”: Autologous Fibrin Adhesion”) durante una ricostruzione mandibolare. Essi notarono all’esame radiologico un più precoce consolidamento osseo, ed attribuirono questo risultato ad un potenziamento della osteoconduzione (offerto alle cellule osteocompetenti presenti nell'innesto) dalla rete di fibrina sviluppata dall'AFA.

    •  Torna
  • Cosa sono le Piastrine ? 
    • Le piastrine sono elementi del sangue; esse sono il prodotto finale che deriva dai megakariociti. Non hanno nucleo, vivono 5-9 giorni, e si pensava che servissero solamente per giocare la parte iniziale del processo dell’emostasi. Adesso, invece, si è scoperto che attivamente estrudono fattori di crescita coinvolti con l'inizio del fenomeno di guarigione delle ferite.

    •  Torna
  • Cosa sono i “fattori di crescita”?
    • Sono “citochine”cioè proteine immagazzinate nei granuli alfa delle piastrine.Le citochine non sono complete quando vengono estruse: istoni e/o catene laterali glucidiche sono aggiunti successivamente alle citochine per attivarle. I fattori di crescita piastrinici sono il PDGF ed il TGFß.

    •  Torna
  • Cosa fanno le piastrine ?
    • Una volta che le piastrine si aggregano o che vengono in contatto con tessuto connettivo (cioè quando le piastrine si trovano “fuori” dalla corrente sanguigna perché c’è stata una rottura vasale e cioè un’emorragia) (ma può succedere anche per una lesione dell’integrità della superficie interna di un vaso sanguigno che così “scopre” la componente connettiva propria della sua parete), la membrana è “attivata”.
      Dopo la attivazione, i granuli alfa rilasciano le citochine (cioè i fattori di crescita piastrinici) attraverso la membrana cellulare. I fattori di crescita piastrinici sono il PDGF ed il TGFß.

    •  Torna
  • Che cos’è il PDGF ?
    • E' il primo fattore di crescita che avvia quasi tutto il processo di guarigione delle ferite è una glycoproteina del peso di 30 kd (kilodalton).Esiste in tre forme: PDGFaa, PDGFbb e PDGFab .

      Una volta attivo, si attacca ai recettori di membrana sulle cellule bersaglio (target cells) e provoca a livello intracitoplasmatico  la attivazione dell’ATP (fosfato ricco di energia) delle cellule del tessuto che è stato sede di lesione. Questo fenomeno si chiama “attivazione chinasica” (la chinasi è un’enzima) e ciò attiva una proteina di segnale che è legata (sul versante endocellulare) al prolungamento transmembranario (trans-membrana cellulare) del recettore di membrana. La proteina di segnale viene “distaccata” dal suo “attacco” al versante intracitoplasmatico della memmbrana e galleggia via, nel citoplasma, verso il nucleo. Arrivata al nucleo provocherà l’”espressione” di diversi geni, e ciò porterà all’attivazione di una sintesi di proteine specifiche.

    •  Torna
  • Quali sono le funzioni principali del PDGF ?
    • Stimolazione della replicazione cellulare(mitosi):
      - Aumenta la popolazione (cioè la mitosi e quindi il numero) delle cellule sane.
      - Aumenta la popolazione di cellule staminali ed osteoprogenitrici (attivando anche il debridment della ferita operato dai macrofagi, attivando i macrofagi stessi ed attivando così la 2° fase di produzione di “fattori di crescita” (prodotti dai macrofagi) così inducendo la continuazione della fase ripartiva e rigeneratrice.
      - Stimolano anche le cellule endoteliali, inducendo la gemmazione di nuovi capillari nel letto della ferita (inosculazione, neoangiogenesi).

    •  Torna
  • Che cos’è il TGFß?
    • Questa sigla rappresenta una “famiglia” (una “super-famiglia”, cioè una “famiglia specifica”) di fattori di crescita e di differenziazione: al momento attuale ne sono stati identificati 47 , includendo 13  BMP (Bone Morphogenic Protein: proteine ad azione morfogenica sull’osso).
      - comprende i fattori TGFß1 e TGFß2 trovati nelle piastrine ed implicati nella formazione della matrice dermica (soprattutto di cartilagine, osso e della lamina basale vascolare)
      - si trova anch’esso nei granuli alfa delle piastrine
      - viene estruso dalle piastrine (e riversato nella matrice fondamentale intercellulare) a seguito di danno tissutale o di un atto chirurgico.

      Il fattore TGFß  attiva le seguenti cellule:
      - fibroblasti
      - cellule endoteliali (vasi sanguigni)
      - osteoprogenitrici (tessuto osseo)
      - condroprogenitrici (cartilagine)
      - cellule staminali mesenchimali (che sono le stesse cellule che “trapiantiamo” con la lipostruttura di Coleman”) e che sono così importanti nella medicina rigenerativa.

    •  Torna
  • Cosa fa il fattore TGFß sulle cellule che attiva? 
    • - I fibroblasti vanno incontro a divisione cellulare e formano nuovo collagene
      - Le cellule endoteliali producono nuovi vasi capillari per nutrire il tessuto neoformato
      - Le cellule osteoprogenitrici  ulteriormente si moltiplicano e si differenziano, stimolando la formazione di matrice ossea
      - Le cellule condroprogenitrici stimolano la formazione di matrice cartilaginea
      - Le cellule staminali mesenchimali si moltiplicano per  mitosi e si differenziano nelle cellule (di derivazione mesenchimale) che guariscono la ferita.
    •  Torna
  • Cosa è la Fibrina ?
    • -Contribuisce alla mobilità delle cellule nel letto della ferita
      - E’ una “cross-linked protein” derivata dal fibrinogeno del plasma e serve come “intelaiatura” per la migrazione cellulare e per intrappolare le piastrine nella sede della ferita.
      Il “cross-linking” si verifica come parte del processo di coagulazione ed assicura una distribuzione casuale delle piastrine e dei loro fattori di crescita in tutta la ferita.
    •  Torna
  • A cosa serve il PRP ?
    • Clinicamente, aggiungendo PRP si è potuto notare:
      - accelerazione della guarigione di un innesto osseo e della sua maturazione
      - accelerazione della guarigione di un innesto cutaneo e della sua maturazione
      - aumento dell’emostasi (coagulazione) nei difetti tissutali ossei e dei tessuti molli muscolo-cutanei
    •  Torna
  • Il PRP è sicuro ?
    • Poichè è autologo (cioè derivato dal paziente stesso), si evita il rischio di malattie trasmissibili come HIV ed Epatite Virale.
    •  Torna
  • Come viene usato il PRP ?
    • - Il PRP è usato in chirurgia maxillo facciale, in chirurgia plastica ricostruttiva ed in medicina estetica ed antiaging, in chirurgia oculare ed in traumatologia sportiva.

      - Il nostro utilizzo del PRP (e dei Fattori di Crescita in esso contenuti) sarà dedicato alla chirurgia plastica ricostruttiva ed alla medicina estetica, come pure alla medicina antiaging ed alla medicina rigenerativa. Il PRP verrà particolarmente usato nel rinnovamento cellulare della cute del viso, del collo, del decolletè e delle mani (ma potrà essere usato anche per la cute dell’addome e delle gambe).

    •  Torna
  • Come si ottiene il PRP (Plasma arricchito di Piastrine) ?
    • Il PRP è ottenuto da sangue autologo (cioè dello stesso paziente) usando la centrifugazione e la separazione delle cellule del sangue.
      Il sangue in toto (trattato con citrato a scopo anticoagulante) e centrifugato, darà origine a tre (3) strati di cellule:
      - RBC (globuli rossi), strato più denso, sul fondo
      - PRP dello strato intermedio (cells selector gel) con un 30% di piastrine e globuli bianchi
      - PPP (Platelet Poor Plasma: Plasma Povero di piastrine).

      Con una tecnica specifica ben codificata, è possibile ottenere un PRP (Platelet Rich Plasma: plasma arricchito di piastrine) con un incremento del 383%. Ovviamente, in questo PRP abbonderanno i fattori di crescita piastrinici (PDGF) ed i trasformino-growth factors (TGF-Beta).

    •  Torna
  • Quali sono gli EFFETTI E VANTAGGI del PRP e dei fattori di crescita piastrinici (PDGF) (TGFß) ?
    • - Sono una sostanza naturale e di derivazione umana (dallo stesso paziente) // Non esistono effetti collaterali (quali possibili allergie o intolleranze) // Sono privi di tossicità // Stimolano i processi riparativi e la crescita dei tessuti lesi sui quali sono applicati // Stimolano la proliferazione cellulare // Stimolano i processi bioriparativi e rigenerativi // Stimolano l'angiogenesi e la rivascolarizzazione dei tessuti // Stimolano la proliferazione delle cellule mesencimali (in particolare delle CELLULE STAMINALI MESENCHIMALI ADULTE), le stesse che "autotrapiantiamo" con la lipostruttura di Coleman // Stimolano la guarigione delle ferite ed accelerano la cicatrizzazione // Stimolano la produzione di fibroblasti // stimolano la produzione di collagene // Accelerano lo sviluppo dei tessuti ossei e la capacità osteoinduttiva e la produzione di osteoblasti // Stimolano la produzione delle cellule muscolari (miociti).

    •  Torna

Archivio faq

 
Mastoplastica additiva marketing research liposuzione non chirurgica mastoplastica additiva