FOTOBIOMODULAZIONE - LED Terapia

 

Molteplici funzioni biologiche su vari bersagli cellulari sono da ascrivere ai LED (Light Emitting Diode).
La fotoattivazione o fotomodulazione o fotobiomodulazione sono tre termini analoghi con i quali si indica una recente tecnica di stimolazione cellulare, attuata tramite una luce emessa da una sorgente laser a diodi che non emette calore.

La terapia LED (a varie lunghezze d'onda) porta ad una stimolazione dei fibroblasti con conseguente maggiore produzione di collagene di tipo I nel derma reticolare, e del collagene di tipo III nel derma papillare, assieme ad una stimolazione di mastociti e macrofagi (le cosiddette cellule "scavenger" o "spazzine").

 

[EXCURSUS. E' noto che nella cute i linfociti T giocano un ruolo fondamentale nel riconoscimento e nella neutralizzazione di antigeni non organo-specifici, e nella regolazione di molti processi infiammatori. Per essi, lo spettro luminoso più attivo è quello della luce gialla e rossa compresa tra i 590 ed i 630 nm].

La sorgente LED rilascia fotoni con un basso potere d'incidenza, in grado di dare effetti positivi sulle cellule sia a livello morfologico che molecolare. La luce viene assorbita dai citocromi dei mitocondri, con conseguente aumento dell'attività metabolica delle cellule bersaglio ed una maggiore disponibilità di energia cellulare. Si ritiene che l'assorbimento della luce provochi cambiamenti nella conformazione strutturale della membrana mitocondriale. La successiva traslocazione di protoni lungo la catena respiratoria mitocondriale determina una maggiore sintesi di ATP (l'ATP è in pratica la "benzina" delle nostre cellule), così ottenedo una maggiore disponibilità di energia per le cellule stesse.

 


La fotobiomodulazione può essere ottenuta con sorgenti luminose che abbiano una lunghezza d'onda compresa nello spettro della luce visibile o dell'infrarosso, ed offre diverse indicazioni terapeutiche : dalla guarigione delle ferite e delle ulcere cutanee, al fotoringiovanimento, fino alla stimolazione immunologica della cute con l'aumento dei livelli locali di linfociti T.

 

Per tali motivi, la fotobiomodulazione è in grado di regolare l'attività o l'inattività delle cellule con le quali interagisce, e può essere utilizzata DA SOLA oppure come COMPLETAMENTO ad altre tecniche di ringiovanimento.

 
Mastoplastica additiva marketing research liposuzione non chirurgica mastoplastica additiva